Centro documentazione territoriale Maria Baccante https://www.archivioviscosa.org archivio storico viscosa Fri, 05 Jun 2020 13:12:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 50975838 5-5-2020: La Notte degli Archivi al Parco delle Energie https://www.archivioviscosa.org/5-5-2020-la-notte-degli-archivi-al-parco-delle-energie/ Fri, 05 Jun 2020 13:12:14 +0000 https://www.archivioviscosa.org/?p=614 Il Centro di Documentazione Territoriale Maria Baccante – Archivio Storico Viscosa partecipa ad Archivissima il Festival degli Archivi dal 5 all’8 giugno.

Il tema di quest’anno sarà la riflessione sul ruolo delle donne come protagoniste di percorsi di cambiamento e trasformazione.

Parteciperemo a La Notte degli Archivi Digital con un video dal titolo “Lavoratrici in lotta. Le operaie della Viscosa di Roma”, che sarà trasmesso il 5 giugno alle 22:45 sulla nostra pagina Facebook e sulla pagina di Archivissima.

A causa delle misure destinate a contenere ed evitare il contagio da Covid non abbiamo potuto organizzare iniziative, ma ci troverete al Parco delle Energie dalle 18:00 con un banchetto informativo ed esposizione di foto di schede operaie, planimetrie e disegni industriali. I canti di lotta del Brancoro accompagneranno la nostra permanenza al parco.

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Pigneto ’44: Ribelli! La Storia nelle strade https://www.archivioviscosa.org/pigneto-44-ribelli-la-storia-nelle-strade/ Sat, 25 Apr 2020 10:26:29 +0000 https://www.archivioviscosa.org/?p=608 Percorso storico delle Liberazione del quartiere Pigneto (Roma)

 

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MISURE PREVENTIVE ANTI COVID-19 https://www.archivioviscosa.org/misure-preventive-anti-covid-19/ Mon, 09 Mar 2020 13:55:15 +0000 http://www.archivioviscosa.org/?p=592 A seguito delle disposizioni governative, che delineano misure volte a contrastare e contenere la diffusione del virus COVID 19, comunichiamo che il Centro di Documentazione Maria Baccante Archivio Storico Viscosa resterà chiuso fino a data da destinarsi.

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In ricordo di Don Pietro Pappagallo https://www.archivioviscosa.org/in-ricordo-di-don-pietro-pappagallo/ Wed, 29 Jan 2020 16:03:43 +0000 http://www.archivioviscosa.org/?p=581 Oggi è il 76° anniversario dell’arresto di Don Pietro Pappagallo.

Il 29 gennaio 1944 Don Pietro Pappagallo viene arrestato, condotto nel carcere di via Tasso e trucidato dalle SS il 24 marzo presso le Fosse Ardeatine.

Nel 1926 a Don Pietro Pappagallo, da poco giunto nella capitale dal suo paese di origine Terlizzi, in provincia di Bari, ancora in cerca di un ruolo pastorale e di un alloggio, viene affidato il compito di gestire il convitto della Viscosa di Roma destinato ai fuori sede. La fabbrica è attiva 24 ore su 24, dividendo gli orari lavorativi in tre turni da 8 ore. Don Pietro si accorge da subito che il dormitorio interno ospita la manovalanza più maltrattata. A questi operai toccano quasi esclusivamente gli orari notturni, l’orario di lavoro viene spesso prolungato con richiesta di straordinario, pena la perdita del posto di lavoro.

Oltre allo sfruttamento si aggiunge la discriminazione, di fatti Don Pietro verifica che la manodopera dei fuori sede non gode delle stesse tutele previdenziali e delle paghe orarie riconosciute a quella della capitale. Inoltre, l’inalazione di solfuro di carbonio, sostanza necessaria per la lavorazione della seta artificiale, respirata per tutto il giorno da questi operai, determina gravi problemi di salute.

Don Pietro Pappagallo rivolge le sue accuse ai padroni della Viscosa, convinto di trovarsi nel giusto e appellandosi alla Rerum Novarum, enciclica pubblicata il 15 maggio 1891 che contiene parole chiare contro lo sfruttamento dei lavoratori.

In risposta la dirigenza aziendale entra subito in azione, esercitando pressioni politiche presso la curia romana, la quale fa intervenire monsignore Ferdinando Baldelli, il più importante portavoce dell’Opera di assistenza ecclesiale ai lavoratori. Baldelli non ha alcuna intenzione di accogliere le proteste di Don Pietro, e rifiutandosi di ascoltarlo preferisce interloquire con il parroco attraverso una lettera.

Baldelli spiega al parroco di Terlizzi che il prete non è un sindacalista, né la Chiesa è pronta a riconoscere la figura del cappellano del lavoro; che le condizioni politiche generali non avvantaggiano i lavoratori, tanto che a migliaia sono costretti a emigrare all’estero; che la vastità del fenomeno migratorio e la sofferenza che questo comporta ritiene doveroso dedicarsi a questo ambito; che la politica aziendale della Viscosa è strettamente connessa all’orientamento autarchico perseguito dal regime; e che “la Chiesa italiana non approda ancora al riconoscimento concordatario, che è un obbiettivo da non compromettere con incidenti di percorso”.

La denuncia fatta da don Pietro Pappagallo, il quale pensava di esercitare semplicemente la funzione pastorale che gli era stata affidata, è, dunque, considerata dal monsignore Baldelli come inadeguata e pericolosa per le relazioni tra la Santa Sede e il regime Fascista, da anni alle prese per la conciliazione. Conciliazione che avverrà l’11 febbraio 1929 dopo quattro anni di “faticose trattative, che in vari momenti erano state sul punto di naufragare per gli scontri fra il regime e la Santa Sede sulle organizzazioni cattoliche”.

Le denunce che Don Pietro Pappagallo fece sulle gravi condizioni materiali degli operai della Viscosa, non trovarono ascolto da parte del monsignore Baldelli e dell’Opera di assistenza ecclesiale ai lavoratori, in quanto gli interessi in gioco riguardavano il rapporto tra lo Stato Pontificio e il neonato Regno d’Italia.

La risposta di Don Pietro Pappagallo, seguita alla lettera del monsignore Baldelli, è molto chiara:

Monsignore io mi riconosco negli operai del convitto. Muovono dalla mia stessa terra. Sono emigrati anche loro. Il fatto che non siano partiti all’estero, non ne rende meno penosa e difficile la condizione: la distanza che li separa dalla famiglia d’origine è notevole e sconvolge ugualmente la loro vita affettiva; la responsabilità nei confronti dei cari che attendono il loro sostegno, li angustia e li induce a ogni forma di privazione. Il lavoro in azienda è disumanizzante: i tempi vengono protratti all’inverosimile, il licenziamento scatta automaticamente in caso di rifiuto degli straordinari, il processo industriale che prevede l’applicazione di sostanze chimiche è potenzialmente nocivo per la loro salute, la discriminazione retributiva è evidente al raffronto fra gli operai del Sud e i loro colleghi della capitale. Io non trovo giusto tutto questo. Né possono rabbonirmi le ragioni di opportunità politica, che anzi non mi interessano affatto. So soltanto che la fede e il senso di umanità non possono contrappormi ai miei fratelli, al cui servizio sono stato posto. Se lei non è con loro, posso solo dirle che rimango sconcertato e nella confusione.

Don Pietro Pappagallo, definito da Renato Brucoli, un “contemplattivo”, e che dichiarò di non essere interessato affatto alle ragioni di “opportunità politica”, verrà rimosso dal suo incarico. Gli verrà imposto di lasciare Roma o di occuparsi dell’assistenza degli emigranti italiani all’estero ma pur di non lasciare la capitale Don Pietro sceglierà la seconda strada.

Così come si schiera al fianco delle maestranze della Viscosa contro la curia romana e la direzione dello stabilimento, così dopo l’8 settembre 1943 si schiera al fianco degli antifascisti, dei perseguitati politici e degli ebrei contro la barbarie nazifascista collaborando alla lotta clandestina ospitando i perseguitati nella sua casa di via Urbana 2 e stampando per loro documenti falsi presso la tipografia di un cugino.

Il 29 Gennaio 1944, tradito da Gino Crescentini, una spia che finge di essere un fuggiasco, Don Pietro Pappagallo viene arrestato e condotto al carcere di via Tasso. Soprannominato il corvo, sottoposto a tortura e ad ogni sorta di umiliazione dai soldati tedeschi, trascorre i suoi ultimi mesi di vita nella cella numero 13, dove incontra anche un ex operaio della Viscosa, Tigrino Sabatini partigiano di Bandiera Rossa arrestato una settimana prima di lui. La mattina del 24 marzo, in seguito all’attentato partigiano di via Rasella, Don Pietro Pappagallo e altre 334 persone vengono condotte nelle cave della via Ardeatina e barbaramente trucidate.

L’anno scorso in occasione del 75esimo anniversario dell’arresto di Don Pappagallo, insieme all’A.N.P.I. sezione Don Pietro Pappagallo Esquilino Monti Celio, all’A.N.P.I. sezione Don P. Pappagallo Prof. G. Gesmundo e una delegazione della scuola primaria Don Pappagallo di Terlizzi, abbiamo affisso nel Parco delle Energie, dove sorgeva il convitto della Viscosa, una targa alla memoria di Don Pietro Pappagallo. Con la speranza che il suo ideale di libertà possa continuare ad essere un esempio di accoglienza e uno spunto per reagire all’indifferenza nei confronti di chi ancora oggi è perseguitato.

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In ricordo di Michele Panuccio https://www.archivioviscosa.org/in-ricordo-di-michele-panuccio/ Fri, 21 Jun 2019 10:41:51 +0000 http://www.archivioviscosa.org/?p=551 In ricordo di Michele Panuccio

“Aprendo la finestra…vidi il sole che schiamazzava nella nebbia della grande pianura”

Abbiamo conosciuto Michele come militante di Macchia Rossa prima e come ricercatore scientifico poi. Appassionato e pieno di energia, lo ricordiamo in anni e anni di battaglie sul territorio romano. Diventato ornitologo, è stato uno dei primi scienziati a farci capire l’importanza di ciò che stava succedendo al Lago della Ex Snia.

Sriveva nel dicembre del 2013 nel primo Convegno per le tutele contro la cementificazione del Ex Snia, prima della Breccia che salvò l’esproprio dell’area e ne consentì l’uso pubblico “…l’importanza di impegnarsi, adoperarsi per sottrarre spazio alla speculazione, perché queste sono quelle piccole battaglie che fanno sì che l’intera campagna romana venga tutelata, perché i rapporti di forza si costruiscono anche con queste battaglie. Ripeto: le zone umide vengono continuamente distrutte e bonificate nella campagna romana, e questo perché i rapporti di forza sono totalmente sbilanciati, perché se va l’agricoltore a chiedere l’autorizzazione per coprire di terra una pozza, la riceve sicuramente perché nessuno conosce l’importanza di quella pozza! E ancora di più questo è vero sulla questione delle speculazioni. A tutti capita di andare sul Raccordo… i nuovi   quartieri   in   costruzione   sono   tantissimi   e all’interno   di   tutte   queste   nuove conurbazioni,   di   zone   umide   ce   ne   sono moltissime,   e   vengono   distrutte   senza   che nessuno si ponga il problema. Fare una battaglia per la difesa di questo spazio verde per la città è una battaglia che permette di difendere già da subito quello che resta della nostra campagna romana.”

Più di recente ha lavorato con noi del Centro documentazione per salvare l’Archivio del Centro sociale Macchia Rossa, con affetto e attenzione nei confronti del patrimonio di idee e di battaglie che quelle carte testimoniano.

La sua scomparsa ci ha lasciato sgomenti, lo ricordiamo con grande affetto e tanto dolore, ci mancherai Michele ma vivrai nelle nostre lotte!

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SABATO 23/2 10h00: RIVOLTA LA CARTA – Archivi e Movimenti https://www.archivioviscosa.org/sabato-23-2-10h00-rivolta-la-carta-archivi-e-movimenti/ Mon, 18 Feb 2019 13:37:02 +0000 http://www.archivioviscosa.org/?p=509 SABATO 23/2 10h00
RIVOLTA LA CARTA – Archivi e Movimenti
CDT Maria Baccante, Parco delle energie, via Prenestina 175. ROMA

Presentazione del numero n.47 di Zapruder intitolato “Rivolta la carta”.
Durante l’incontro verrà presentato il lavoro di recupero dell’archivio del CSOA Macchia Rossa di Magliana.
Mostra di manifesti politici della stagione dei movimenti dall’Archivio della Fondazione Basso.

Il Centro Documentazione Maria Baccante – Archivio storico viscosa di Roma, all’interno del Parco Delle Energie Ex Snia Via Prenestina, 175, organizza la presentazione dell’ultimo numero di Zapruder che tratta di archivi e movimenti partendo dalla storia dell’archivio del CSOA Macchia Rossa Magliana che da più di un anno è conservato all’interno del Centro di documentazione.   Se ne parlerà con Luciano Villani (storico), Leonardo Musci (archivista e autore insieme a Marco Grispigni di un contributo del numero) e Salvatore Corasaniti (redattore di “Zapruder” e membro del collettivo dell’archivio dell’Autonomia di Torpignattara). Coordinerà il dibattito Emanuela Fiorletta (archivista).


Rivolta la carta

Quali tracce rimangono dei movimenti e dei conflitti sociali della contemporaneità? Quale la sorte dei documenti che essi producono nel loro dispiegarsi? E che rapporto può esistere tra quel passato conflittuale e le mobilitazioni del presente? A partire da queste domande, il numero 47 di «Zapruder», intitolato Rivolta la carta, propone una riflessione sulle caratteristiche e sul ruolo degli archivi di movimento. Attraverso le esperienze e i problemi affrontati da militanti e archivisti in diversi contesti nazionali, dagli Stati uniti d’America alla Germania, dalla Spagna all’Italia, abbiamo cercato di capire quali sono le specifiche difficoltà di questi centri di conservazione e ricerca e quali invece le comuni aspettative e istanze nel loro tentativo di mettere in discussione l’archivistica “istituzionale”. In particolare, ci siamo chiesti quale può essere il contributo di questi archivi alla conoscenza sui movimenti e se la loro attività possa essere interpretata in relazione alle lotte politiche e sociali del presente.

http://www.archivioviscosa.org/

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Logos018 e C.d.T. Maria Baccante • incontri giovedì 11 e sabato 13 https://www.archivioviscosa.org/logos018-e-c-d-t-maria-baccante-%e2%80%a2-incontri-giovedi-11-e-sabato-13/ Thu, 11 Oct 2018 09:58:08 +0000 http://www.archivioviscosa.org/?p=496

 

★GIOVEDÌ 11★

18.00 L’Archivio dei Movimenti. Mostra di manifesti storici: le tappe del percorso rivoluzionario in Italia. Incontro con Emmanuel Betta (docente di storia contemporanea, La Sapienza), Tano d’Amico (fotografo militante), Vincenzo Miliucci e Mauro Gattei.

C.S.O.A. EX SNIA – Parco delle Energie
Via Prenestina 173-175 – Roma

 

★ SABATO 13 ★

11.30 Block the box. Logistica, flussi, conflitti | Zapruder 46. Con interventi dei curatori, di Andrea Bottalico e di esponenti del Si Cobas Lavoratori Autorganizzati.
 
 

15.00 Limiti alla libertà, dal confino politico all’ergastolo. Esperienze detentive nelle isole di Ventotene e Santo Stefano. Presentazione delle due opere: Non volevo morir così. Santo Stefano e Ventotene. Storie di Ergastolo e confino, di Pier Vittorio Buffa, Ed. Nutrimenti e Biografia di una prigione. L’Ergastolo di Santo Stefano (XVIII-XX secc) a cura di Anthony Santilli. Interverranno gli autori e la storica guida dell’Ergastolo, Salvatore Schiano di Colella (Ass. Terramaris in Ventotene).

Centro di Documentazione Territoriale Maria Baccante – Archivio della Viscosa
Casa del Parco – Parco delle Energie – Via Prenestina 175 – ROMA

Programma completo: http://www.logosfest.org/

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14-IV-2018: “Fabbriche romane negli anni Settanta Storia, memoria, testimonianze” https://www.archivioviscosa.org/14-iv-2018-fabbriche-romane-negli-anni-settanta-storia-memoria-testimonianze/ Mon, 02 Apr 2018 10:26:59 +0000 http://www.archivioviscosa.org/?p=483 14 aprile 2018, 10:30

Centro di documentazione territoriale Maria Baccante – Archivio della Viscosa

via Prenestina 175

“Fabbriche romane negli anni Settanta Storia, memoria, testimonianze”

Introduzione
Giovanni Pietrangeli
La Roma industriale negli anni Settanta

Interventi di:
Comitato operaie Autovox
Raffaele Lo Russo, Birra Peroni
Maria Maggio, Voxson
Maurizio Rossi, Contraves
Aldo Polido, Fatmte

Conclusioni
Ilenia Rossini

Coordina CDT Maria Baccante

 

Negli anni settanta la città di Roma è una città in cui le fabbriche occupano uno spazio importante nel panorama economico e sociale. Le operaie e gli operai sono protagoniste e protagonisti di conflitti, vertenze, battaglie che si intrecciano continuamente con i movimenti sociali. Il lavoro è un terreno di incontro, di scontro e di relazione, attraverso il quale passano la militanza politica e il riscatto sociale. Lavorare in fabbrica significa conoscere sulla propria pelle tempi e modalità dello sfruttamento e della nocività ma vuol dire anche ritrovarsi insieme e combattere per i propri diritti.

Oggi il lavoro si presenta frammentato, parcellizzato, diviso e isolato. E’ sempre più difficile rilanciare forme di organizzazione e di conflitto sui luoghi di lavoro e l’apparente scomparsa di luoghi di produzione visibili quali le fabbriche rende ancora più dura la condizione operaia.

In un luogo, la ex snia viscosa, dove il tema del lavoro è al centro di un processo ormai lungo di riappropriazione storica attraverso le attività del Cdt, vogliamo ascoltare dalla voce diretta delle operaie e degli operai la testimonianza di cosa significava lavorare in fabbrica nella Roma degli anni settanta. Vogliamo riprendere in mano i fili di un racconto quantomai necessario per capire i nodi storici con cui dobbiamo confrontarci per poter pensare di trasformare la realtà in cui viviamo, dove il valore sociale e politico del lavoro è crollato e rischia di precipitare ancora.

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18-XI-2017, 10h00: presentazione volume “Il ’77 tra storia e memoria” di Alessio Gagliardi https://www.archivioviscosa.org/18-xi-2017-10h00-presentazione-volume-il-77-tra-storia-e-memoria-di-alessio-gagliardi/ Mon, 06 Nov 2017 09:45:41 +0000 http://www.archivioviscosa.org/?p=462 Centro di documentazione territoriale Maria Baccante / Archivio Storico Viscosa
presenta

IL ’77 TRA STORIA E MEMORIA

di Alessio Gagliardi

 

intervengono

Alessandra Gissi, Univerità L’Orientale di Napoli

Luciano Villani, ricercatore di storia contemporanea

Progetto Degage, collettivo romano di studenti e precari

sarà presente l’autore, Alessio Gagliardi, Università di Bologna

 

Il volume ripercorre le molte analisi e interpretazioni del Settantasette, per ricostruire la complessità e le molteplici sfaccettature di quell’evento e inserirlo in una più ampia prospettiva storica. Si confronta con le difficoltà di una definizione generale del movimento (la sua collocazione tra i movimenti sociali, la composizione e le diverse concezioni del conflitto che lo attraversarono) così come con i temi e le questioni che hanno animato quell’esperienza di mobilitazione e conflitto (l’enfasi sui desideri, la crisi del lavoro come fattore di identità, la violenza realizzata e subita, le elaborazioni culturali ed espressive).
Si interroga inoltre sui rapporti tra il Settantasette e la società italiana del periodo, sui lasciti del movimento e sulle memorie che intorno a esso si sono prodotte.

Alessio Gagliardi è ricercatore all’Università di Bologna, dove insegna Storia contemporanea. Ha pubblicato i volumi L’impossibile autarchia. La politica economica del fascismo e il Ministero scambi e valute (Rubbettino, 2006) e Il corporativismo fascista (Laterza, 2010), ed è autore di numerosi articoli su riviste italiane e internazionali. Fa parte delle redazioni di «Le Carte e la Storia» e «Italia contemporanea».

 

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20-21 ottobre 2017, Follonica: convegno “LaFabbricaStorie” https://www.archivioviscosa.org/20-21-ottobre-2017-follonica-convegno-lafabbricastorie/ Fri, 20 Oct 2017 14:17:52 +0000 http://www.archivioviscosa.org/?p=456 La FabbricaStorie

Memorie di vita, lavoro, scritture collettiva

Sala Tirreno, Venerdì 20 – Sabato 21 ottobre

 

Via Bicocchi, 53 Follonica , GR

 

 

 

 

 

Un nuovo appuntamento aperto a tutti nell’autunno del Magma Follonica, frutto della collaborazione con l’ente
di ricerca dell’Università di Pisa, Irta Leonardo, si prepara ad essere ospitato presso la Sala Tirreno di via Bicocchi a Follonica, raccogliendo ospiti a livello nazionale. La FabbricaStorie, titolo della due giorni di incontri in programma a Follonica, in un momento di profonde trasformazioni del tessuto economico e sociale del nostro paese, vuole essere un’occasione di confronto e conoscenza di tante diverse esperienze, legate dal tema della memoria e del racconto del mondo del lavoro e dei lavoratori. Il Magma Follonica ha organizzato con Irta Leonardo questo confronto tra
tanti diversi ospiti in un luogo in cui il passato lavoro siderurgico si interseca con il presente valore della memoria
e della salvaguardia/valorizzazione dei beni culturali. La FabbricaStorie, progetto per la valorizzazione del patrimonio archivistico della Soprintendenza della Regione Toscana, sarà un incontro che si articolerà in due giorni, venerdì 20 e sabato 21 ottobre, suddividendo tante diverse testimonianze: dalla questione ambientale a quella sociale, dalla scrittura collettiva alla memoria archivistica, dalla multimedialità alla video-documentazione, collegando insieme tante voci che arrivano da diverse esperienze nazionali. Una FabbricaStorie che parla di memoria, lavoro, impegno sociale e partecipazione civile.

 

Venerdì 20 ottobre

 

Il primo giorno sarà dedicato ai partner museali del Magma Follonica che racconteranno ognuno il loro modo di
affrontare, condividere e rendere fruibili i contenuti della memoria dei luoghi e degli spazi museali. La presentazione di venerdì 20, dalle 15 alle 19, sarà condotta da Silvia Guideri e Debora Brocchini per la Società Parchi Val di Cornia, da Manuela Geri per l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, da Barbara d’Attoma e Massimo Galeri per il Sistema museale della Valtrompia e della comunità montana. In apertura, il direttore dei musei di Follonica Claudia Mori introdurrà ai saluti istituzionali dell’Assessora Barbara Catalani, Monica Barni Vice-Presidente Assessore Regione Toscana, Marta Diana Toccafondi della Soprintendenza della Regione Toscana e Giuliana Biagioni dell’Irta Leonardo di Pisa.

 

Sabato 21 ottobre

 

Sabato 21 ottobre la FabbricaStorie continuerà il suo racconto a partire dalla mattina, dalle 9.30 alle 13,
con una riflessione intrecciata su quattro grandi siti siderurgici italiani (Piombino, Terni, Taranto, Napoli-Bagnoli) che sono stati chiusi o hanno attraversato un momento di crisi profonda e sul loro rapporto di incontro/scontro ambientale e sociale con il territorio circostante. Rossano Pazzagli (Università del Molise) presenterà il caso di Piombino con “I fumi e la campagna: relazioni materiali e simboliche tra l’industria e l’ambiente rurale. Il caso
di Piombino”, Augusto Ciuffetti (Università delle Marche) il caso della città di Terni con “Dalla
protoindustria all’industrializzazione: territori, risorse, ambiente. Il caso di Terni”. Salvatore Romeo (ricercatore
Taranto) approfondirà il caso di Taranto con “Ilva e Taranto: modificazioni ambientali e danni sanitari” mentre Augusto Vitale (Università di Napoli Federico II) porterà il caso di Bagnoli con “La deindustrializzazione insostenibile:
l’area ex Ilva di Bagnoli nel suo contesto fisico, storico e sociale”.

Il pomeriggio di sabato 21 ottobre, dalle 14.30 alle 18.30, continueranno le testimonianze in particolare sulle
possibilità di condivisione della memoria produttiva delle fabbriche e dei luoghi di lavoro attraverso i processi di partecipazione popolare dal basso, come strumento di analisi e raccolta delle memorie. Agli incontri del pomeriggio saranno presenti ospiti con esperienze diverse a partire da Renato Del Fiol della Soprintendenza Archivistica Firenze che approfondirà le memorie archivistiche della siderurgia toscana con “Memorie dal sottosuolo: gli archivi delle miniere
e della siderurgia in Toscana” per poi passare a tre particolari esperienze che riuniranno il collettivo Wu Ming, il Centro di documentazione Maria Baccante, ZaLab associazione di produzione e distribuzione di documentario sociale e gli Archivi della Resistenza di Carrara.

Per il collettivo di scrittori Wu Ming, provenienti dalla sezione bolognese del Luther Blissett Project
(1994-1999), divenuto celebre con il romanzo Q e attivo sulla scena culturale nazionale dal 2000, interverrà al Magma Wu Ming 2. Wu Ming fa parte di un collettivo di collettivi, la Wu Ming Foundation, che comprende diversi progetti:
dal blog Giap, al Wu Ming Lab, alla punk rock band Wu Ming Contingent. Al Magma Follonica Wu Ming 2 presenterà quattro laboratori di scrittura collettiva condotti negli ultimi anni usando come materiali di partenza i documenti
d’archivio con l’intervento “Raccontare l’archivio. Esperienze di scrittura collettiva a partire da documenti e faldoni”.

Gli Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani dal 2004 lavorano alla ricostruzione storica delle pagine più significative della Lotta di Liberazione nelle province di Massa Carrara e La Spezia, in quella zona che durante il periodo bellico veniva identificata come Linea Gotica Occidentale.
L’associazione, che oltre ad essere un gruppo di ricerca è anche un collettivo militante, negli anni ha sviluppato una metodologia che mira a coniugare la storia orale “classica” con l’uso della telecamera e la videodocumentazione
sociale. Il titolo dell’intervento presentato da Alessio Giannanti e Simona Mussini è Archivi della Resistenza: dalla lotta di Liberazione alle memorie del lavoro e migranti. Cronistoria, questioni e metodologie di un archivio del presente”.

Sara Zavarise porterà con l’intervento “Il video partecipativo” l’esperienza di ZaLab, associazione
per la produzione e distribuzione di documentari sociali e progetti culturali, collettivo di cinque filmmakers e operatori sociali. I laboratori di ZaLab si rivolgono a chi vive al margine e normalmente non si esprime con il video e a
chi avvicinandosi a questo linguaggio può diventare autore di racconti inediti sulla realtà. ZaLab ha così realizzato laboratori di video partecipativo nel deserto tunisino, in un villaggio palestinese della West Bank, nei quartieri
periferici di Barcellona, con richiedenti asilo a Bologna e Roma, con giovani di seconda generazione a Padova, con migranti italiani in Australia. Dal 2006 ad oggi ZaLab ha prodotto e distribuito in sala e televisione film
documentari pluripremiati a livello internazionale.

 

Il Centro di Documentazione territoriale Maria Baccante si pone come luogo di conservazione e
documentazione del quartiere Pigneto Prenestino di Roma, a partire dal suo cuore: l’archivio del Personale della Viscosa, straordinaria raccolta di documenti dell’ex stabilimento chimico-tessile attivo tra gli anni ’20 e gli
anni ’50, poi abbandonato. Il ritrovamento di queste carte coincide con la scoperta da parte degli abitanti
del quartiere – negli anni Novanta – che l’area della fabbrica, un’area sostanzialmente verde, è mira di una grande speculazione edilizia. La sua difesa porta all’occupazione di alcuni edifici e alla nascita del centro
sociale occupato Ex Snia. A più ondate, gli occupanti riescono a portare al Centro sociale il nucleo
principale dell’archivio della Viscosa. L’intervento presentato al Magma racconterà proprio la nascita di questo archivio autogestito nato letteralmente dal basso: “Gestione collettiva e Fruizione diffusa: l’archivio della Cisa
Viscosa di Roma. Storia di un ritrovamento che ha mantenuto vive le carte
”.

 

Info: Magma Follonica – 0566/59004 – 59243 info@magmafollonica.it

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