Centro documentazione territoriale Maria Baccante

L’Archivio

capannoni interni alla Viscosa

capannoni interni alla Viscosa

L’Archivio storico dello stabilimento di Roma della Snia Viscosa è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante con provvedimento della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio del 3 luglio 2012. L’archivio conserva documenti afferenti all’ufficio del personale e a uffici tecnici della fabbrica, oltre ad alcuni registri e a documentazione diversa relativa allo stato di salute degli operai.

È un archivio con una storia molto particolare: abbandonato dalla proprietà dell’azienda dopo la definitiva dismissione della struttura, è stato fortunosamente individuato e salvato dal gruppo di abitanti del quartiere che nel 1995 ha occupato alcuni dei capannoni abbandonati per sventare un tentativo di speculazione. Dal momento dell’occupazione, con la costituzione dell’Associazione culturale Snia, l’archivio è stato conservato con cura e passione nell’ambito del Centro sociale Ex Snia, nella consapevolezza della sua rilevanza per la storia del territorio Pigneto-Prenestino, intimamente connessa a quella della fabbrica. Dall’archivio della fabbrica sono arrivati infatti in questi anni molti spunti per approfondire la storia sociale del quartiere oltre che per studiare il lavoro operaio a Roma durante il fascismo e nel secondo dopoguerra.

refettorio operaio della Viscosa

refettorio operaio della Viscosa

La documentazione conservata riguarda principalmente l’attività dell’Ufficio del personale. Si tratta di circa 28 metri lineari di documenti: schede o fascicoli intestati ciascuno a un’operaia o a un operaio che abbiano lavorato per un periodo di tempo, in alcuni casi anche solo un mese, nello stabilimento di via Prenestina. Le primissime schede riportano oltre al nome e al cognome dell’intestario/a il nome del padre e della madre, data e luogo di nascita, luogo di abitazione, data di assunzione, reparto di appartenenza, data e ragione della fine del rapporto di lavoro. Nelle schede appena successive, più complesse, sono presenti anche informazioni sulla paga e una parte rilevante dedicata alle assenze e a eventuali punizioni. Con il tempo si passa a veri e propri fascicoli, che conservano oltre alla scheda anagrafica anche certificati di nascita, moduli per la dichiarazione relativa alla residenza e all’appartenenza alla razza ariana, un modulo a parte per le punizioni. Infine, i fascicoli di più recente formazione contengono in alcuni casi anche una tessera, a volte corredata di fotografia dell’operaio/a, eventuali lettere di assunzione, corrispondenza con l’ufficio di collocamento, informazioni su malattie e infortuni. In alcuni fascicoli si conserva la lettera di licenziamento collettivo.

Altri 4 metri lineari circa sono documenti prodotti dagli uffici tecnici della fabbrica. Questa serie, in precario stato di conservazione e non ancora sottoposta a intervento di riordinamento e inventariazione, non è per il momento consultabile. Comprende soprattutto disegni di macchinari con l’indicazione del reparto e quindi della funzione cui erano destinati, oltre ad alcune planimetrie, prospetti e sezioni dello stabilimento di Roma e annessi.

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